“L’arte per l’uomo ha un’aspetto risanatore” praticarla è cercare di porre in equilibrio ciò che non lo è.
Venendo dal mondo del colore fluido in cui non ci sono linee ma superfici , pertinente la ricerca del primo anno del corso, nell’avvio del secondo anno abbiamo sperimentato le nebbie primordiali, superfici omogenee monocromatiche grigie appunto come la nebbia, e nel processo di ordinare questa nebbia primordiale siamo arrivati al contrasto fra luce e tenebra, passando da una dimensione di sogno in cui i contorni sono nebulosi ed indefiniti al risveglio in cui i contorni si definiscono e si delineano le zone di ombra, mezza ombra, luce.
Abbiamo esplorato il rapporto fra la tenebra ” madre della sostanza che tutto avvolge pervade e sostiene, espressione della simpatia cosmica ” e la luce ”espressione dell’antipatia cosmica, che irraggia da un centro verso la periferia e porta l’impulso per la forma, respinge la tenebra e si fa spazio attraverso di essa , e il risultato della loro interazione : il movimento nello spazio.”
Abbiamo sperimentato attraverso la linea retta , associata ad uno stato di coscienza desta , con una qualità minerale e la linea curva associata ad uno stato di coscienza di sogno , con una qualità organica, il movimento dell’acqua , dell’aria ,delle api e dei fiori , degli animali e dei minerali, dell’essere umano tripartito attraverso il movimento della lemniscata , e attraverso il tratteggio i vari temperamenti, approdando a riprodurre “quel magico e misterioso, plastico gioco della luce nello spazio”, della Melancolia del Durer, in cui l’artista attribuisce una potente forza compositiva al chiaroscuro , opera che R. Steiner definisce “altamente pedagogica quando si voglia insegnare il tratteggio delle ombre.”
Abbiamo esercitato il tratteggio , disegnando nature morte e paesaggi dal vero per trascendere poi quanto visto attraverso ciò che riaffiorava nel ricordo e rielaborandolo successivamente in cio’ che emergeva dal ricordo come sua essenza , per giungere all’astrazione.
Abbiamo compreso in questo processo che nell’astrazione non c’è arbitrio ma ricerca di una composizione armonica che manifesti l’essenza della realtà.
E dal chiaro-scuro, bianco-nero siamo riapprodati al colore ma stavolta secco, gesso e pastello e alla sua forza plasmatrice continuando ad esercitarci su copie di grandi maestri e processi di astrazione fino a creare delle composizioni personali.
Una conquista che ha richiesto presenza, volontà, ritmo, studio e fiducia nell’affrontate le prove e i loro futuri sviluppi, con la sapiente guida del maestro Sandro Marinacci a cui rivolgiamo la nostra più profonda gratitudine per aver condiviso con immensa generosità studi, ricerche, ed esperienza.
Rivolgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Fondazione R. Steiner che ha accolto benevolmente la mostra dei nostri lavori, permettendoci di condividere il frutto di questo percorso profondamente terapeutico.






